FRITTATA ALLE ORTICHE CON RICOTTA DI MALGA

 

Pensavate che mi passasse una volta tornata a casa dalla montagna? E invece no, la voglia di buono e sano mi segue ovunque io vada. Certo, andare in giro per la pianura alla ricerca di erbe o frutti spontanei è impresa assai ardua, ma qualcosa ancora si riesce a trovare. Basta avere un po’ di pazienza e conoscere i posti giusti.

E pensare che quando ero bambina, in bicicletta con mia madre e mia zia (la mitica “Gina”: presto vi parlerò di lei!), percorrevamo argini e campi e tornavamo a casa con le “sporte” piene di radicchio selvatico, pomodori, menta, erbe, fiori, insomma, si trovava davvero di tutto. E tutto era buono e sano. Oggi è più complicato fidarsi di ciò che si raccoglie sul ciglio di un sentiero. L’inquinamento causato dalle mega-aziende locali ha reso l’ambiente una pattumiera. Che peccato…

Voglio però immaginare che la mia terra non sia del tutto contaminata. Così, memore dei bei tempi andati, insieme a mia figlia, siamo andate in giro per gli argini fluviali alla ricerca di qualche erbetta da usare in cucina. Il giro per gli argini è un’abitudine cremonese quasi quotidiana. Bisogna provare per rendersi conto di quanto sia bello passeggiare, correre o biciclettare lungo il vasto comprensorio di argini costruiti per proteggere la città dalle esondazioni del Po. Posterò qualche foto, così vi fate un’idea.

Nel corso del nostro giro, io e Rebecca abbiamo colto della menta e delle ortiche bellissime, molto promettenti per una delle nostre ricettine preferite: la frittata alle ortiche, che abbiamo preparato la sera stessa.

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Ricetta: FRITTATA ALLE ORTICHE CON RICOTTA DI MALGA

La ricotta di malga è una divagazione “pinzolese”. Me la dovete concedere. Tra l’altro, il gusto ci guadagna (parafrasando un vecchio spot pubblicitario…).

Procedo così: utilizzo le cimette di ortica che lavo accuratamente e stacco dal gambo. Le asciugo bene, poi trito con una mezzaluna. In una padella antiaderente metto un pezzetto di burro (il mio viene direttamente dal caseificio di Pinzolo: lo tengo nel congelatore per non rinunciare a tanta bontà), lo faccio sciogliere poi aggiungo le ortiche tritate. Faccio amalgamare bene aiutandomi con un cucchiaio di legno. Aggiungo una tazzina di latte ed un po’ di granulare vegetale.

Nel frattempo, in una terrina sbatto 8 uova, poi unisco 2hg di ricotta di malga e 50gr di Trentingrana (questo lo trovate facilmente!) ed un pizzico di sale. Quando il composto è ben amalgamato aggiungo mezzo cucchiaino di bicarbonato. Mescolo bene, quindi aggiungo il tutto alle ortiche. Continuo a mescolare e lascio cuocere.

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E’ veloce da preparare e perfetta per una cenetta piacevole e rustica. Con dell’ottimo pane ed una bella insalata verde, avete completato l’opera.

A domani, Cooking Mama

 

 

e voi, ditemi, avete una “frittatona” da raccontare?

FRITTATA ALLE ORTICHE CON RICOTTA DI MALGAultima modifica: 2008-09-07T19:00:28+00:00da luanselmo
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9 pensieri su “FRITTATA ALLE ORTICHE CON RICOTTA DI MALGA

  1. Una frittita molto ricca.. poi con le erbette di campo mi immagino che il sapore sia favoloso.. io ho provato un paio di volte ma non ero mai sicura che fossero commestibili anche se la mia amica( quella esperta del gruppo!!!!!) mi diceva”penso di si” era quel penso che non mi convinceva troppo.. e per evitare un avvelenamento.. ho sempre rinunciato!!!

  2. Non ho per ora una frittatona ma ti mando la ricetta di un dolce moooolto buono.
    So che, come me, ami fare una buona prima colazione. Bhe, io da qualche anno adotto la seguente soluzione: nel week-end preparo i “buchtel” (segue ricetta originale triestina), li metto ancora tiepidi in un sacchetto di plastica per alimenti (che bucherello con una forchettina) e li conservo in frigorifero. Ogni mattina bastano pochi minuti di forno (il tempo di fare il caffè)per rendere unica la colazione.
    Tempo di preparazione (incluse lievitazioni) circa 2 ore.
    In una ampia terrina metto 150 grammi di farina, mezzo cucchiaio raso di zucchero ed una bustina di lievito di birra liofilizzato (o un cubetto precedentemente sciloto in poca acqua tiepida). Amalgamo gli ingredienti prima a secco e poi frullo (con il frullatore elettrico) il tutto con 250 millilitri di latte tiepido. Lascio lievitare l’impasto ottenuto (piuttosto liquido) per circa 20 minuti coprendo la terrina con un canovaccio, fino a quando raddoppia il suo volume originale.
    A quel punto integro all’impasto – continuando a frullare – 60 grammi di zucchero, 2 uova intere, una grattata di buccia e agro di limone ed un pizzico di sale. Una volta amalgamato il tutto, metto altri 350 grammi di farina, a poco a poco, fino ad ottenere una pagnotta morbida. La lavoro vigorosamente fino a quando l’impasto nn si attacca più alle mani. A quel punto incorporo 40 grammi di burro che nel frattempo ho messo a sciogliere in bagno maria, continuando a lavorare l’ipasto.
    Una volta ben incorporato anche il burro, lascio il tutto a lievitare, sempre coperto con il canovaccio, per circa 30-40 minuti.
    Quando la massa sarà raddoppiata nuovamente, la rovescio su un piano precedentemente infarinato e la stendo con il mattarello, fino ad ottenere uno spessore omogeneo di circa mezzo centimetro. Taglio quindi la pasta in rettangoli di circa 7×15 cm, ottenendo circa 15 rettangolini e pongo all’interno di ciascuno un bel cucchiaino abbondante di marmellata (la ricetta originale vuole l’albicocca ma ci sta bene anche una buona marmellata di more o di frutti di bosco).
    Piego e chiudo le forme, premendo bene lungo i lati e ottenendo dei fagottini di circa 7×7 cm.
    Li stivo sulla teglia da forno precedentemente imburrata con una parte del burro fuso e pennello con altro burro i punti di contatto tra un fagottino e l’altro per una più agevole separazione una volta cotti.
    Metto in forno ben caldo a circa 180 gradi per 15 minuti (a dire il vero, vado ad occhio: cioè quando i buchtel sono dorati ed i margini cominciano ad essere di un colore marroncino chiaro).
    La ricetta originale dice di cospargere i buchtel ancora caldi con dello zucchero. Francamente lo ritengo di troppo.
    Vale la pena solo per il profumo che sprigionano ogni mattina!
    Ciao!

  3. Solitamente la frittata è un pasto completo da mangiare anche freddo ( sai con questi caldi).
    Domani sera frittata di pasta…mi piace la pasta “scrocchiolina” che si perde nella morbidezza interna della frittata stessa.
    Certamente con la ricotta ed altri tipi di formaggio diventa ancora più gustosa….oddio mi hai fatto venire fame!
    Un baciotto

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