FASULIN DE L’OCC CUN LE CUDEGHE

Pronti per un viaggio nella cremonesità? Seguitemi, allora. Rallentate il ritmo, però, mica state percorrendo la tangenziale ovest di Milano! Cremona è un bel paesotto che aspira al rango di città senza crederci fino in fondo. I cremonesi sono giustamente gelosi della dimensione rurale della propria città, godono senza clamori di quell’isolamento padano, figlio delle nebbie che fino a qualche anno fa ovattava i nostri inverni. E’ città di sostanza, Cremona. Bella da togliere il fiato, dal carattere forte, ma senza esporre quella patina d’alterigia che ricopre il volto di altre città d’arte come Parma, ad esempio. Soltanto vent’anni fa, Cremona vi avrebbe accolto con indifferenza, senza rivelarsi in anticipo, aspettando, come un’innamorata capricciosa, la vostra prima mossa. Ed il cremonese vi avrebbe aiutato certamente ad ambientarvi tra i vicoli acciottolati, ma tenendo anch’esso le debite distanze. Oggi non è più così. La città si è aperta, offrendo iniziative di vario genere per attirare quella fascia di turismo che ricerca il buon cibo, le tradizioni, che ama riscoprire quanto di bello ancora rimane in Italia.

Se farete un salto a Cremona questo weekend, potrete assistere alla celebrazione di Re Torrone, una festa che coinvolge tutta la città con rassegne gastronomiche e culturali davvero da non perdere. Venite, Cremona è bellissima da vedere, assaggiare e… ascoltare. Sì, avete capito bene e non mi riferisco al suono di un violino costruito artigianalmente in una delle numerose botteghe di liuteria. Sto parlando del… dialetto cremonese. Fermatevi all’angolo di una piazza (Piazza del Duomo o Piazza Stradivari) ed ascoltate. Il lento incedere del cremonese vi farà sorridere. Le vocali stirate all’infinito (… maa insoooommaaaaaa), la “esse” arrotondata, sono caratteri inconfondibili che rendono il nostro dialetto un piacevole intermezzo musicale.

Non andatevene senza aver mangiato, mi raccomando. Qui si mangia tanto e bene. Dimenticate i piattini anoressici che vi servono nei ristoranti di Milano a prezzi allucinanti e preparatevi ad una maratona gastronomica da antologia. Non ho particolari consigli da darvi circa la scelta del ristorante perché si mangia bene dappertutto e non è difficile trovare un ristorante: la città ne è piena. Il mio consiglio però è di provare un’osteria o una trattoria, dove la cremonesità sprizza sapori da ogni angolo, dove i tavolacci di legno sono ricolmi di specialità tipiche. Senza formalismi, è ovvio, ma quanta soddisfazione davanti ad un piatto fumante di fagiolini e cotiche accompagnato da pane a pasta dura… … Ed è proprio qui dove vi volevo portare…

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Ricetta: FASULIN DE L’OCC CUN LE CUDEGHE (fagiolini dell’occhio con la cotenna di maiale)

Non potete andarvene da Cremona senza aver prima assaggiato questa specialità. Pensate che i nostri vecchi, che vivevano al freddo nelle cascine, si nutrivano di maiale allo scopo di superare i rigori dell’inverno. Quello che noi oggi chiameremmo “comfort food”. Insomma, vogliamo fare i “puzzoni”, ma tutto nasce lì, nella nostra storia, quattro o cinque pagine indietro. Provateli, sono buonissimi. La ricetta che vi riporto qui sotto mi è stata dettata al volo sotto un diluvio di pioggia. Mi scuserete se è troppo stringata.

Ingredienti: olio extra-vergine, 1 cipolla, 1 gambo di sedano, 1 carota, cotenne mezzo kg, fagiolini dell’occhio 2 hg, sale, polpa di pomodoro.

Preparare il soffritto, aggiungere le cotenne lavate e pulite, i fagioli, la polpa di pomodoro e brodo vegetale.

Cuocere per 45 minuti.

E’ tutta vostra…

CookingMama

FASULIN DE L’OCC CUN LE CUDEGHEultima modifica: 2008-11-20T21:41:18+00:00da luanselmo
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11 pensieri su “FASULIN DE L’OCC CUN LE CUDEGHE

  1. Stasera siamo telepatici, abbiamo mangiato un’ottima zuppa di fagioli, Luca è qui che mi chiedeva il bis per domani sera e poi entriamo nel tuo blog e cosa vediamo? Luca si para davanti al monitor e legge tutto ad alta voce…. ecco cosa vuole mangiare domani sera!
    Piatto superlativo, baci
    Sabrina&Luca

  2. E che dire del dialetto soresinese? Diverso dal cremonese e come ho sentito una volta alla radio ne “El cantòn del dialèt” a Suresina quant i parla el dialét par che i canti.. ossia senza cantilena.

    Scusa lo sfogo di una soresinese trapiantata a Cremona dove mi trovo benissimo e tornando alla ricetta dei fasulen de l ‘oc : un salto nel passato non tanto remoto , ma appena dietro l’angolo, un piatto che non può mancare sulle nostre tavole anche ai giorni nostri.
    Un bacione
    Germana

  3. Questo piatto è un’altro classico di Cremona!!!
    Li ho fatti anch’io per il giorno dei morti!!!
    Buonissimi…io pero’ non ci metto il pomodoro!!!
    La posterò anch’io nei prossimi giorni!!!
    Tu come stai???
    Ti mandero’ un’ e-mail!!!
    Un bacione Erika

  4. Buongiorno..
    certo che fai venire fame di prima mattina
    fantastica!
    Grazie per il bellissimo commento
    me lo prendo tutto, anche perchè in fatto di grafica
    sono autodidatta ed’è solo un anno che grafico..
    Che onore avere una fans, :-))
    Come ho iniziato io per gioco..la cosa vale per tutti
    non credi?
    Ciao e buona domenica

    ca..

  5. Ciao, io sono di Crema come ben sai, e da noi i fasuli con l’och si fanno anche con i salamini il giorno dei morti.
    Sono veramente una goduria…
    Anche io sono stata alla Mucca della Nonna e che dire si mangia divinamente….
    Un basì

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