LUOGO CHE VAI… LASAGNE CHE TROVI!

Se c’è un piatto che mette d’accordo tutti, ma proprio tutti, questo è la lasagna.

Perché? Provate un po’ a raccontarlo. Prima di arrivare al piatto vero e proprio, percorrerete chilometri e chilometri di dissertazioni filosofiche, accompagnate da acquolina in bocca. Passerete in rassegna tenaci tradizioni famigliari, antenate ferratissime sulla ricetta, variazioni sul tema degustate qua e là in giro per la penisola e magari, anche tentativi di dubbio gusto nei quali vi siete imbattuti fuori degli italici confini. Tutto questo, poiché un piatto di lasagne, prima di tutto, è un’esperienza sensoriale dalle mille sfaccettature, che non si dimentica.

Il mio battesimo del gusto è avvenuto troppo presto perché lo possa ricordare. Avevo due anni e, con tutta la famiglia al completo, mi trovavo in una di quelle belle feste paesane estive, piene di gente e di musica folcloristica. Incuriosita dalla soddisfazione con cui i commensali consumavano le porzioni, avevo reclamato a gran voce un assaggio. Probabilmente non avevo provato nulla di più buono sino a quel momento, così pretesi un mio piatto di lasagne che sparì nel giro di pochi minuti, con gran divertimento della tavolata.

Anche mia figlia non scherza. Sarà genetica, sarà attitudine al buon gusto, ma le lasagne sono una delle specialità che ricorrono maggiormente nel suo menu, celebrate anche nei compiti scolastici: chiamata in prima elementare a descriversi brevemente, alla voce “piatto preferito” Rebecca scrisse “lasagie”. Ancora oggi, ridiamo di quel refuso che però la dice lunga sulle inclinazioni gastronomiche di mia figlia.

Come rinunciare alla corposità, alla piacevolezza, alla ricchezza di un boccone di lasagne? Mi perdoneranno gli emiliani, ma oggi vi catturerò con la versione che ho avuto il piacere di godermi proprio ieri in montagna:

Ricetta: LASAGNE VERDI ALLE ZUCCHINE GRATINATE AL TRENTINGRANA

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Potete preparare in casa la pasta, oppure, se non avete molto tempo, utilizzare pasta per lasagne già pronta. Opterei per questa seconda scorciatoia, anche se molti di voi storceranno il naso. Vabbé, per questa volta…

Scotto la pasta per qualche minuto in acqua bollente, nella quale aggiungo olio e sale. Scolo, metto in acqua fredda, poi stendo la pasta su un canovaccio per farla asciugare. Nel frattempo, affetto le zucchine a listelle sottili e le faccio gratinare. Imburro una teglia ed inizio a disporre gli strati in questo modo: pasta, abbondante spolverata di “Trentingrana”, qualche fiocchetto di burro locale, zucchine gratinate infine altro formaggio grana. Poi di nuovo uno strato di pasta e così via. Continuo sino a terminare con un ultimo strato di pasta, sul quale metterò abbondante grana. Metto nel forno a gratinare. Prima di servire, sopra la crosta dispongo del “Trentingrana” grattugiato a “julienne” (come le carote).

Questa specialità è perfetta anche come piatto unico, servita con un’insalata di stagione (noi siamo messi bene con l’orto… guardate qui sotto, quanta abbondanza!).

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Volete raccontare la vostra esperienza davanti ad un piatto di lasagne? O proporre una vostra versione, assolutamente imperdibile? Tocca a voi!

A domani

Cooking Mama

LUOGO CHE VAI… LASAGNE CHE TROVI!ultima modifica: 2008-07-14T11:49:58+02:00da luanselmo
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