STRUDEL ED ALTRE DOLCI STORIE…

Ho sempre considerato il dolce un’impagabile esperienza personale. Un po’ egoistica, a dire il vero. Un momento solo tuo, nel quale una moltitudine di emozioni positive esplode nel giro di un boccone, facendoti stare benissimo. Provate ad osservare il comportamento dei vostri commensali a tavola: chiacchiere e commenti si susseguono lungo il corso delle portate. A volte si attinge tutti quanti dallo stesso piatto, vuoi facendo “scarpetta” con dell’ottimo pane, vuoi scegliendo il pezzo più invitante. Altre volte lo si fa girare per permettere, a chi ha scelto una portata diversa, di condividere i medesimi sapori.

Con il dolce, ciò non accade. Ci si concentra sul proprio piacere, su quella fetta tutta nostra che gusteremo lentamente fino all’ultima briciola. Ho alcuni bei ricordi legati a questi “sweet moments”, che riaffiorano ogni volta che mi accingo a preparare un dolce. C’è mio nipote di cinque anni, al mare, intento a godersi una coppa di gelato ad occhi chiusi, un cucchiaino dietro l’altro, finché il sogno non svanisce e si ritorna alla realtà. C’è mia figlia in tenerissima età, mentre approccia l’uovo pasquale con un’espressione di soddisfatto stupore dipinta in volto. E che dire della mia gatta Minou, ghiotta di pasticcini “chantilly”? Con i baffi e le sopracciglia impiastricciate di panna, Minou, di solito schiva ed indipendente, elargiva fusa di riconoscenza a tutta la famiglia. C’era poi il cioccolatino che mio padre mi portava a casa ogni giorno, dopo il lavoro e che io andavo a mangiarmi nell’intimità della mia cameretta. E che dire delle crostate “celebrative” di mia madre? Un trionfo di frutta fresca di stagione adagiato su di una frolla morbidissima, una vera libidine da gustare in silenzio.

Potrei andare avanti a lungo con gli esempi, ma è tempo di passare all’azione. Il consueto weekend a Pinzolo mi suggerisce di consigliarvi due ottimi dolci, tipicamente montani. Se avete occasione di farvi una gita fuori porta, vi consiglio un giro per caseifici: le ricette ne guadagneranno in bontà!

Ricetta: STRUDEL DI MELE

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Ingredienti: 300 gr pasta sfoglia, 1 kg di mele Golden Delicious, 100 gr.  pan grattato, 100 gr. zucchero, 40 gr. pinoli, 40 gr. uva sultanina, 1 cucchiaino di cannella, 1 buccia grattugiata di un limone non trattato.

Sbuccio ed affetto le mele. Unisco l’uvetta, i pinoli, lo zucchero, la buccia di limone grattugiata, la cannella ed il pan grattato. Stendo la pasta sfoglia con un matterello infarinato fino a farla diventare sottile. Taglio e metto da parte due strisce di pasta di 1 cm. ca di larghezza. Cospargo la sfoglia con un po’ di pangrattato, poi dispongo il ripieno di mele uniformemente. Spennello le estremità con del tuorlo d’uovo. Arrotolo la pasta e chiudo le due estremità, premendo leggermente.

Metto lo strudel su una lastra imburrata. Spennello la superficie con il resto del tuorlo d’uovo, quindi dispongo sul dolce le strisce ricavate dalla pasta. Cuocio in forno a 200° per 30 minuti.

Prima di servire, spolverizzo con zucchero al velo.

Ricetta: TORTA DI RICOTTA AL CAFFE’

Ingredienti: 500 gr. ricotta dei caseifici locali, 2 uova, 125 gr. zucchero, 1 bustina di vanillina, 150 gr. cioccolato fondente, 1 cucchiaio di caffè solubile, 100 gr. burro, 250 gr. biscotti secchi, 1 pizzico di sale

Scaldo il forno a 200°. Sbriciolo finemente i biscotti e li amalgamo al burro ammorbidito a temperatura ambiente. Distribuisco il composto sul fondo di uno stampo a cerniera da 24 cm, rivestito con carta da forno e lo premo fino a formare una base compatta. Sciolgo a bagnomaria il cioccolato a pezzetti. A parte, lavoro i tuorli in una ciotola con lo zucchero e la vanillina; unisco la ricotta, il caffè, il cioccolato fuso, poi incorporo delicatamente gli albumi montati a neve con il sale, mescolando dal basso verso l’alto. Verso il composto nello stampo ed inforno per un’ora.

Tolgo il dolce dal forno e lo lascio raffreddare prima di toglierlo dallo stampo.

C’è qualcuno che se la sente di consigliare un vino adeguato alle portate? Sotto con i consigli.

A domani, Cooking Mama.

STRUDEL ED ALTRE DOLCI STORIE…ultima modifica: 2008-07-21T11:48:30+02:00da luanselmo
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4 pensieri su “STRUDEL ED ALTRE DOLCI STORIE…

  1. Nell’originale ricetta triestina – lo strudel si chiama “strucolo” in questa zona – il pan grattato del ripieno viene prima dorato in abbondante burro. Come spesso accade in cucina, sembra una differenza da poco ma in termini di sapore è sostanziale.

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